Taglio capelli uomo: dal rinascimento ad oggi

Percorrendo il tragitto che conduce alla bottega del proprio barbiere di fiducia è capitato più o meno a tutti di chiedersi: “Che taglio di capelli commissionerò questa volta al Michelangelo della mia chioma? Corto sul lato e lungo sulla testa? Linea sul lato e ciuffo lungo sulla fronte?”.

Ma vi siete mai chiesti sei vostri “colleghi clienti” di barbieri di epoche passate fossero tormentati dagli stessi dubbi? Se siete curiosi di sapere quali esigenze dettassero le mode che si sono susseguite dal XVI secolo ad oggi in fatto di acconciature maschili, salite sulla macchina del tempo e perdetevi in questo viaggio attraverso i tagli maschili di tutte le epoche dal rinascimento ad oggi!      

Il taglio capelli uomo nel Rinascimento

Questa è l’epoca in cui, dopo il medioevo e la sua fedelissima adesione ai pudici precetti della religione, si assiste alla riscoperta dell’uomo e del suo corpo, delle arti e della bellezza, nella direzione di un’estetica votata all’eleganza e alla naturalezza. I tagli maschili di questa epoca seguono questa tendenza generale: gli uomini perseguono una bellezza elegante, quasi femminea, e in genere si preferiscono guance ben rasate e lunghi capelli lisci, sciolti o raccolti a palla sopra la spalla o, ancora, elegantemente compattati grazie all’ausilio di retìne.

L’acconciatura del XVIII secolo

Proprio in questo secolo la professione del barbiere assume la dignità artistica che giustamente gli spetta: prima di questo periodo, infatti, egli si occupava anche di prestazioni “chirurgiche”, come estrazioni di denti e salassi; solo a partire dalla fine del ‘600 i suoi compiti iniziano a specializzarsi nell’unica direzione del taglio capelli uomo. La moda di quest’epoca risente dello stile rococò, dinamico e brillante, dominato dalla presenza di linee curve e asimmetrie. Il ‘700 è il secolo in cui i capelli naturali vengono messi con estrema disinvoltura in cantina, per far spazio a quelle buffe e vaporose parrucche rese famose da Luigi XIV (si dice che alla sua corte fossero ben quaranta i parrucchieri addetti alla cura dei suoi capelli posticci). Le acconciature venivano dunque effettuate principalmente sulle parrucche: grandi e vaporosi riccioli lasciati scendere liberamente fino al petto, oppure adagiati sopra la spalla ben pettinati e compattati. Le parrucche in questo periodo erano materiale pregiato e non di rado i nobili che le portavano dovevano tenere aperti gli occhi per non farsele rubare mentre erano a passeggio!

Il taglio dei capelli per l’uomo del XIX secolo

La rivoluzione francese segnò il declino della nobiltà e l’ascensione della classe borghese: se i lunghi capelli, spesso finti, erano lo status simbol della prima, i gusti della seconda andavano verso un ritorno al capello corto e naturale. L’estetica della classe borghese, inscindibile dall’etica del lavoro che la caratterizzava, aveva come punti fermi austerità e rigore: non c’era tempo per curare lunghi e vaporosi parrucconi. In questo secolo prevale il neo classicismo, con il recupero delle forme artistiche del mondo antico greco e romano; di conseguenza, anche per le acconciature maschili i modelli erano le statue degli imperatori romani. Era dunque frequente, in quest’epoca imbattersi in capelli tenuti corti sul lato e sulla nuca e più lunghi e arricciati sulla fronte (la leggenda vuole che Lord Byron dormisse con i bigodini in testa per avere dei ricci perfetti!): si tratta dell’antenato del moderno Caesar cut.

L’acconciatura maschile del XX secolo

Se nelle epoche precedenti la cura dei capelli era appannaggio di pochi eletti, i nobili prima e i ricchi borghesi poi, è solo a partire dal ‘900 che il taglio capelli uomo diventa una pratica comune a fasce sociali sempre più ampie. Proprio per questo motivo le mode si avvicendano a ritmi più incalzanti, anche grazie all’influenza dei divi del cinema e della musica. Così quasi ogni decennio del XX secolo ha il suo taglio caratteristico. Per esempio fino agli anni ‘30 la fanno da padrone i capelli tenuti corti, lisci e lucidi, corti sui lati e più lunghi sopra, spesso pettinati con la riga in parte. La riga sul lato è elemento di continuità con gli anni ‘40, in cui però prevale l’uso di tenere i capelli lunghi in modo omogeneo su tutta la testa e pettinati all’indietro. Gli anni ‘50 sono quelli del taglio “alla Elvis” o alla “James Dean”, che significa capelli corti ai lati e lungo ciuffo sulla parte superiore della testa, con o senza la sacra riga sul lato. Anni ‘60 significa Beatles e Beatles significa capelli lunghi, pettinati in avanti a caschetto; gli anni ‘70 sono invece quelli del movimento hippie e dei lunghi capelli mossi e spettinati. Il decennio degli ‘80 è il trionfo di lacca e cotonatura, unite a capelli tenuti corti davanti e più lunghi sulla parte posteriore, come usava fare il Duca Bianco David Bowie. Con l’affermarsi del grunge negli anni ‘90 si torna di nuovo al classico: capello corto sui lati e lungo sopra, questa volta, però, portato sapientemente spettinato. Con gli anni 2000 compaiono infine le famigerate “creste” sui capelli tenuti lunghi sulla testa e sempre più corti sui lati.

L’acconciatura maschile moderna

Oggi fanno sicuramente molta più tendenza del passato le barbe, un tempo emblema di trascuratezza che con il tempo ha conosciuto un processo di nobilitazione responsabile della loro assunzione ai più alti seggi del paradiso delle acconciature maschili maggiormente apprezzate. Per quanto riguarda i capelli, invece, si assiste ad un piacevole ed elegante ritorno al passato, soprattutto quello più recente, che dopo la lettura di questa panoramica storica sulle acconciature maschili, saprete sicuramente individuare!